In questi giorni si è parlato tanto di fiumi e della loro potenza distruttrice. Piove, e i corsi d’acqua diventano il centro della nostra attenzione, dei sorvegliati speciali e temuti, fonti di ansie e preoccupazioni. Perché l’acqua ha una forza distruttrice che difficilmente può essere contenuta dall’uomo. Nel momento in cui rompe le briglie, devastata e trascina con sé ogni cosa, distruggendo paesi interi e sconvolgendo le nostre vite.
Ma il fiume non è soltanto questo nemico malvagio che vediamo al tg in occasione delle grandi alluvioni e poi ci scordiamo quando il peggio è passato. I fiumi ormai attraversano le nostre città senza che noi riusciamo più a percepirne la reale forza vitale, mentre per secoli hanno rappresentato un elemento fondamentale della nostra cultura, del nostro immaginario. Grandi civiltà del passato sono sorte e fiorite proprio grazie ai fiumi e alle loro acque, pensiamo agli egizi che hanno saputo sfruttare con sapienza le piene del Nilo, ad esempio. Non è un caso che la maggior parte delle grandi cttà del mondo siano attraversate da corsi d’acqua: Roma, Torino, Il Cairo, Parigi, Dacca.
Cerchiamo allora di riappropriarci dei nostri fiumi e di comprenderne meglio le dinamiche e le necessità, così da far sì che la pioggia non porti ogni anno con sé la minaccia di una piena.